23 marzo 2013

Una volta ho fatto un documentario

Raunch Girl
(Italia 2011)

Regia: Giangiacomo De Stefano

Soggetto e sceneggiatura: Giangiacomo De Stefano, Lara Rongoni

Cast: Clara Pizzaferri "Cleo Viper", Alessandra Tisato "Banana", Angela Buccella, Dario Maggiore, Danilo Pasquali, Matteo Perchinunno, Maia Pedullà, Laura Alesiani "Nana", Sergio Messina, Davide Mozzanica, Maria Paola Pizzaferri, Mareva Zoli, Iris Cattani.

Genere: documentario

Filmografia del regista:
A casa non si torna, Sonne Film 2012
Raunch Girl, La Sarraz Picture - Sonnefilm 2011
Andrea Costa, Macine Film - Sonne Film 2010
Quando l'anarchia verrà, Macinefilm per La storia siamo noi, RAI educational 2009
Con la maglia iridata, Macinefilm 2008
Non possono riposare, Bruno Alpini Editore - Stella Nera 2007
Nel lavoro di Sandra, Massimo Valli per VACA - La Palazzina 2006
Le radici e le ali, CIDRA 2003
Bob, CIDRA 2003
This world is our playground, Voice of vegeance - Goodlife Recordings 2002





Com'è risaputo io sono nata stanca e lenta e, per questo, sono riuscita a visionare solo oggi questo documentario uscito in maniera un po' travagliata ancora nel 2011, transitato per vari Festival, ma passato praticamente in sordina se escludiamo qualche brevissima nota su alcuni quotidiani nazionali - Il Corriere della Sera, La Repubblica, Libero (sì va be') - e una manciata di recensioni on-line.
Questa mattina tra i miei messaggi privati su fb ho trovato - da un ragazzo che non conosco - le seguenti parole:

Ti ho vista in un documentario.
E basta.

Io completamente inconsapevole della mia vita:

Quale? 

Ragazzo Sconosciuto:

Raunch Girl.
Hai dimostrato di essere d'acciaio. Una forza e convinzione incredibili sulle tue idee, senza tante pippe.

Ed è stato allora che ho realizzato di cosa stessimo parlando.
Era il 2009 quando la mia amica Cleo Clara al secolo Clara, mi chiese di prendere parte ad una sua iniziativa che prevedeva di provaretentarecercare di aprire un sito porno amatoriale un po' indie - parola che andava così di moda nel 2009 - fatto, creato e cresciuto da persone cosiddette normali.
Accettai e decisi, anche, di prendere (piccolissima) parte al documentario che il regista Giangiacomo De Stefano stava, in quel periodo, realizzando su di lei e sulle sue scelte di vita, lavoro e realizzazione.

Clara ha 21 anni, vive a Milano con la sorella e studia all'Università.
Non ancora maggiorenne ha deciso di posare per alcuni siti di porno cosiddetto indipendente perché, come dice lei, era la maniera più veloce per apparire; le è bastato mandare delle foto per essere subito accettata da alcuni siti americani. Nonostante i problemi con i genitori che si oppongono alle sue scelte, ha deciso, adesso, di creare un sito di porno indipendente chiamato Naked Army. L'idea è quella di pagare i fotografi e le modelle, per farne una vera e propria impresa commerciale. Un viaggio attraverso un sito porno concepito da una ragazza di vent'anni, per raccontare gli elementi più caratterizzanti di un fenomeno nato in questi anni attraverso internet: la ricerca di popolarità e la velocità con la quale questa si può raggiungere, la giovane età e molto spesso le mistificazioni che si creano.
La generazione di Clara è anche questa.

Voleva essere più di questo in realtà. Voleva essere una piccola rivoluzione casalinga, di se stessi e dei propri modi. Voleva essere un modo per legittimare la propria esistenza, essere oggetto sessuale consapevole e cosciente e per poter dire attraverso il (nostro) corpo che ci siamo anche noi. Noi ragazze qualunque. Ché fa così paura questo termine, a volte.
Che faceva così paura, a me, un tempo. Ora no. Ché ora so chi sono.
Qui  c'è una bella intervista al regista che letta così, a distanza di anni, mi fa capire quanta ingenuità ci fosse, ma anche quanta consapevolezza disincantata avessimo. Consapevolezza non ancora raffinata, che ancora - per quanto riguarda me - doveva passare attraverso un setaccio per farmi essere ciò che sono ora.

E oggi, cos'è rimasto?
Oggi siamo rimasti noi, divisi, ognuno con la propria vita.
Il sito è stato un discreto successo per un po', Clara ha avuto molte interviste, comparsate in programmi tv e poi, il sito, ha fatto come noi. La propria vita. S'è spento da sé perché così doveva andare, perché eravamo diventati grandi, perché le nostre strade non avevano più bisogno di quello per essere tracciate.
Rivedermi, oggi, è stato strano. Una sensazione di non appartenenza da un lato, quasi il guardare la vita e le scelte di un'altra persona e dell'altro un sentimento di tenera nostalgia e profondissimo amore per un'amica che rimarrà tale anche se ora, molto spesso, c'è un oceano a separarci. Metaforicamente ma anche concretamente. Amore per quel che sono stata e sono diventata anche grazie a loro, a tutta quella gente, a tutta quella vita. Amore per Milano, per i treni presi, le notti nei letti degli altri, la pioggia, le corse, le caramelle, le risate, le notti insonni. Noi.
Mi hanno regalato tanto: sicurezza, amore per le imperfezioni, capacità di mettermi in gioco, autoironia. Conoscermi, amarmi, giocare e giocarmi.
Ci siamo persi, ormai completamente. Mi è rimasta Clara, in modo sfuggente, una volta l'anno, quando si può, quando si è.
Mi è rimasto il suo ormai ex marito. Una persona che ho imparato, paradossalmente, a conoscere solo dopo, solo nell'ultimo anno. Una persona che ha tanto, è tanto, ma da questo meraviglioso tanto è soffocato. Quanto è. Quanto fa.

Se a qualcuno interessa il documentario lo può trovare qui: è il terzo video della pagina. Essendo postato in maniera privata (su Vimeo) non è possibile aprirlo al di fuori di quella pagina ma è, fortunatamente, visualizzabile senza problema alcuno.
Io ho solo una piccola presenza, nel finale.

Sorrido riguardandomi. Quanto ero giovane, spettinata e senza reggiseno!

Lunedì e martedì sarò a Milano, non con quegli amici, ma con un altro altrettanto importante. Lunedì e martedì sarà, dopo la visione di oggi, un po' come tornare là. A quei giorni. A quell'essere. A quel.

Frames from Raunch Girl (2011)



The Naked Army
Scatti dalla campagna a supporto del progetto


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27 commenti:

  1. ho visto i primi 20 min ed è molto interessante, appena posso vado avanti a vederlo :)

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    1. Tutto è molto cambiato da quegli anni ma penso che il documentario, in sé, sia comunque interessante :)

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  2. Ho visto un po' nel mezzo e poi la fine perché volevo vedere te (♥).
    Mi sembra bello e sicuro lo vedrò tutto.
    Mi sembra bello anche ritrovarsi faccia a faccia con i se stessi di una volta, tramite la violenza di un video e le convinzioni che si porta(va) appresso. Più vivido di una vecchia foto.
    Brava e bella sempre, pure senza reggiseno <3

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    1. Rivedersi in un video è sempre stranissimo, per me.
      Dà un'idea vivida di quello che eravamo e credevamo di essere.

      Ti ringrazio per il resto e, detto tra noi, non è che il reggiseno mi serva molto!

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  3. ok, ho saltato per vedere la rossa più faiga del web.
    Non mi era nuova questa storia, possibile che anche quelli di Vice ci abbiamo fatto una videointervista?
    E comunque, la donna che vuole fare la rivoluzione attraverso il proprio corpo mi affascina sempre :3

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    1. Fattibilissimo che anche loro abbiano trattato l'argomento.
      Io non potrei mai diventare "famosa": mi dimentico qualsiasi cosa faccia!
      E grazie <3

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  4. il fatto che la tua vagina sia la protagonista di scatti memorabili è fantastico

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    1. Ahahahahahaha, io ti adoro.
      E anche la mia vagina, ovviamente.

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  5. Ecco ho dovuto perdere 52 minuti di lavoro ché non potevo aspettare la sera... Molto interessante!!
    E poi quello che ti fa compagnia lo conosco mi sa... posso tirarmela tantissimo che conosco 2 famosi, di quelli che contano!!!!

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    1. Ci sono sempre validi motivi per tirarsela!

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  6. > ci siamo anche noi. Noi ragazze qualunque

    Io rifuggo dalle spiegazioni - soluzioni strutturaliste.
    Ma non si può neppure negare che esiste anche una dimensione strutturale di molti problemi.

    Quello dell'eros femminile, della potenza pazzesca dell'eros femminile, della sua complessità , della psicologia (dell'invidia) di genere è questione irrisolta, irrisolvibile.
    Dunque riappropriarsi del proprio essere femmina, compresa la femmina erotica, non è MAI né scontato né gratuito.

    Spettinata... scapigliata! :)

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    1. Ovviamente mi riferisco al fatto che le ragazze qualunque hanno un corpo-mente-anima erotici.
      Siamo qualunquemente tutti esseri anche erotici, comprese le ragazze.
      Ma pare che molti degli sforzi del mondo siano nel negare, coprire, dissimulare questo.

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    2. Hai perfettamente circoscritto la questione.
      Il problema è proprio il credere che determinate scelte siano solo appannaggio di un certo tipo di donne senza renderci conto che il sesso e la sessualità fanno parte di tutte noi e il viverlo in una dimensione atrofizzata è un enorme torto.

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    3. La maggioranza dei maschi sono tanto terrorizzati quanto kolgioni autocastrantisi.
      La misoginia è merce sempre assai abbondante e non accenna a diminuire. E pensare che la Persia è tra i paesi più avanti su certe strutture sociali. Ma c'è sempre un nocciolo duro che vuole le donne caste, pure, vergini.
      Siamo alla demenza completa.

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    4. Leggevo della questione proprio poco fa.
      Quel nocciolo duro ci sarà sempre - non sono ottimista al riguardo - perché la necessità e la spinta alla prevaricazione come unico metodo per legittimate se stessi e sentirsi sicuro è insito nell'animo umano (di molti).

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  7. il tuo set con Andrea è introvabile. Peccato. Era splendido.

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    1. Ti ringrazio, chiunque tu sia.

      E sì, purtroppo on-line non c'è più nulla.

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    2. ai tempi posavo nudo come modello per diversi fotografi e fotografesse :)
      scrissi a Clara dicendomi disponibile per un set per il sito (a cui fui uno dei primi ad iscriversi) ma probabilmente scambiò la mia mail per spam o zozzaggine e non mi rispose. O più semplicemente stava già rivedendo un po' tutto...

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    3. Ma dai? Che peccato. Alla fine i set pubblicati non furono molti quindi è probabile che stesse rivendo già il tutto. D'altra parte ha preso una strada toralmente differente.

      Il progetto era molto bello a parer mio, peccato che sia naufragato.
      Almeno ho in ricordo dei gran begli scatti :)

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    4. erano molto espliciti. Che effetto ti fece vederli sul sito?

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    5. Mi sono sentita bella.

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  8. Lo stanno trasmettendo adesso su Cielo

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

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