19 maggio 2015

Avevo un'amica una volta

A volte vorrei mandare un messaggio. Ma non ho più il suo numero di telefono. Ma i rispettivi profili facebook sono bloccati l'una all'altra. Forse potrei recuperare un indirizzo e-mail. A volte vorrei mandare un messaggio ma so che le probabilità di ricevere, se va male parole violente se va bene del silenzio, sono alte. E in entrambi i casi ne uscirei ferita. Perché credo molto nel chiarirsi. Credo molto nel parlare. Credo molto nell'essere umani. Poi, però, quel messaggio non lo scrivo. E non si tratta di orgoglio, no. Io di quello ne ho in dosi minime. Si tratta di tentare di accettare che qualcosa è da consegnare al passato, definitivamente. Eppure mi dispiace. Eppure certe persone è un peccato perderle e non avere possibilità di riviverle.
Avevo un'amica una volta.
Una che - al di là degli evidenti difetti, come me, come tutti - consideravo una vera amica. Per come mi faceva sentire. Per come c'era per me.
Avevo un'amica una volta che è rimasta ferita da una mia scelta. 
E mi piacerebbe spiegargliela quella scelta, perché all'epoca non me l'ha permesso.
Vorrei spiegarle che non ha mai avuto a che fare con lei, ma solo con me. Perché le prima persone a cui dobbiamo rendere conto siamo noi stessi. Vorrei spiegarle che prendere delle direzioni differenti o poco condivise dagli amici non è un tradimento ma è solo essere degli individui pensanti e indipendenti. Vorrei spiegarle che l'amicizia si basa proprio su questo. E non sull'unicità di passi, idee e pensieri. Perché altrimenti ci converrebbe dialogare allo specchio e ne usciremmo senza dubbio meglio. Vorrei spiegarle che mi spiace averla ferita. Che non era mia intenzione, ma succede. Ché a volte gli esseri umani sono goffi e sciocchi e inciampano e sbagliano e fraintendono. Ché a volte gli esseri umani sono umani e non si comportano secondo regole e protocolli e parole stampate ma seguono la pancia e l'istinto e la forza data, magari, da un sogno che smuove una serie di sentimenti e allora quei sentimenti diventano irresistibili. Vorrei spiegarle che nessuno è indispensabile certo, che la mia vita è andata avanti benissimo e ugualmente felice, ma che sarebbe stato bello continuare a condividere parole e sguardi. Ché a volte è bello avere delle costanti umane nella propria vita. Anche se sbagliano. Vorrei dirle che lei non è perfetta e che non lo sono nemmeno io. Che tutti feriamo qualcuno ma che si può mettere da parte. Vorrei dirle che quando vado nella sua città ho timore di incontrarla. Mi farebbe sentire piccola e inadeguata perché esercita un certo potere su di me. Il potere che hanno solo le persone a cui hai davvero voluto bene. Le persone che, in un modo o nell'altro, hanno fatto la differenza. Vorrei raccontarle di quanto mi abbia insegnato, senza saperlo e quanto di quel quanto mi stia venendo utile in questo periodo. Vorrei raccontarle che sono diventata grande, che ho conosciuto gente, che ho incontrato l'amore. Vorrei ringraziarla perché l'amore l'ho incontrato a causa sua. A causa, sì. Moriva il nostro rapporto d'amicizia e nasceva il mio rapporto d'amore. 
Avrei preferito conservarli entrambi. 
Vorrei raccontarle che si cresce e si cambia ma che si può continuare a volersi bene.
Vorrei dirle che so che anche lei ha sofferto per ciò che è successo, anche se probabilmente non lo ammetterà mai. E vorrei dirle che mi spiace che abbia sofferto per causa mia.
Vorrei dirle che quel pomeriggio di cinque anni fa me lo ricordo ancora bene e mi ricordo di aver pianto molto.
Vorrei dirle che forse non saremmo, comunque, più amiche ma sarebbe stato meglio salutarci in un modo differente. Un modo che facesse onore a noi, al nostro rapporto, alle confidenze, alla presenza.
Avevo un'amica una volta.
So che non l'avrò più. Però mi piace ricordare che una volta l'avevo.
Sì. Avevo un'amica una volta.


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75 commenti:

  1. Era da un po' che non ci pensavo.
    Anche io avevo un'amica, forse una di quelle che mi conosceva da più tempo. C'è sempre stata, ad intermittenza, tra i suoi vado e torno per il mondo. Poi ho semplicemente pensato che avrei voluto mi cercasse lei, anche solo una volta, ma non l'ha fatto. Mi sono sentita delusa e forse anche un po' stupida.
    E' cambiato qualcosa, sì mi ha fatto male. Ora non ci sentiamo ne' vediamo da un anno e penso che abbiamo due modi di concepire l'amicizia differenti che non potranno più essere compatibili.
    Vado avanti, certo, ma mi spiace. Anche se non so dirti se mi manca.

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    1. Non so dirti se mi manca. È lo stesso per me. Non mi manca. Mi dispiace, però. Perché è terribile quando un certo tipo di rapporti finisce in questo modo. Senza possibilità di confronto. Senza comportarsi da adulti.
      Forse dovremmo lasciare tutto com'è. Siamo comunque arrivate qui, no?

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    2. Penso che la voglia di un confronto sia del tutto legittima però a volte è meglio lasciare le cose come stanno.
      Perchè anni, o mesi, di non detti potrebbero fare più male di una chiusura in malo modo ai tempi.
      Forse è più giusto lasciare le cose come stanno e tenersi l'amarezza, la delusione e tutto il resto ma anche i bei ricordi. Non rovinare quella sensazione di agrodolce che ci rimane in bocca, comunque.

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    3. Tutto sommato la penso come te se, comunque, sono qui a scriverne e non sto agendo.

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  2. Mare, lo sai che anche per me il nome di un'ex amica è collegato a un rimpianto. Non ci parliamo più dal liceo e forse sarebbe stato facile recuperare, se avessimo voluto. Eppure non l'abbiamo fatto. Provo ancora l'istinto di salutarla per strada...

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    1. Pure tu le hai zincato l'omo, all'amica tua?

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    2. Ma che uomo, Franco! Ahahah! Ma no, ci mancherebbe. Si tratta di tutt'altro!

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    3. E Pippa... che strane queste sensazioni. Questo salto temporale che alcune persone ci fanno fare. Quasi a percepire in un solo istante tutti gli anni passati.

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    4. Anche nel mio caso si tratta di tutt'altro.

      L'unica volta che io e una mia compagna ci siamo contese un ragazzino è finita a risate e l'abbiamo lasciato perdere entrambe.

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  3. Avevo un'amica una volta, che avrei preferito chiedesse scusa, a me.
    Avevo un'amica una volta, che avrei voluto mi avesse chiesto come erano davvero andate le cose, senza rovesciarmi addosso le colpe che avevo e quelle che non avevo, solo perché era più facile buttarle tutte addosso a me.
    Avevo un'amica una volta, che amica non lo era per niente, ma queste sono cose che purtroppo si imparano solo troppo tardi.

    La cosa bella è che l'autostrada della vita ha tante entrate quante uscite. Che c'è chi resterà sempre, chi va e chi arriva.
    E sarà estremamente banale ma credo che l'importante sia riuscire a farci lasciare qualcosa dentro anche a chi non ha voluto lasciare nulla.

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    1. Il punto sta, forse, nel capire quel "amica non lo era per niente". Fatto quello scalino, poi si può cominciare a ragionare su colpe e motivazioni.
      Grazie tesoro. Mi dai sempre una nuova prospettiva <3

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  4. Ho iniziato e cancellato il commento tipo due o tre volte. Non so come come iniziare e nemmeno troppo bene come continuare. Forse proprio perché, come sai, la storia di cui parli ha toccato anche me, in negativo, anche se fortunatamente io non ho "fatto in tempo" ad affezionarmi intensamente come è successo a te. Non che non abbia voluto bene, quello molto. Moltissimo. Di quel bene che puoi volere a 20 anni, quando trovi qualcuno più grande di te che sembra volerti prendere per mano e ti senti un po' meno perso. E altrettanto ho sofferto quando, per motivi che ancora così chiari non sono ma poco mi importa, quella persona ha tagliato fuori anche me. Ora, sinceramente non provo più nulla. Non so come mai, ma se penso al passato, penso che sì, mi sono divertita con lei, ma che è stato molto meglio così visto come si sono rivelate le cose.
    E mi spiace tanto tesoro, e vorrei abbracciarti quando leggo che un po' ci stai ancora male, che hai paura di incontrarla. Perché non hai nessun motivo di sentirti piccola di fronte a nessuno. Perché nel tuo post, c'è una cosa fondamentale, che secondo me è sbagliata: definirla "amica". Le persone che ti sono amiche, non si comportano così. Si arrabbiano magari con te, quello sì, ma se ti vogliono davvero bene, si arrabbiano guardandoti in faccia e dandoti la possibilità di spiegare, se serve di rimediare, o faranno il possibile loro, per rimediare. Si chiariscono, come hai scritto a inizio post, perché ci tengono.
    La vita è troppo breve per gli assolutismi nelle ideologie, figurarsi nelle amicizie.

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    1. Ne abbiamo parlato molto tra noi per cui non starò qui ad approfondire.
      Su una cosa hai ragione, come ti dicevo. Se fosse stato un sentimento di reale amicizia è probabile che le cose, le reazioni, le conseguenze sarebbero state differenti. Ognuno ha la propria sensibilità ma mi pare che l'onta subita sia davvero sciocca.
      per cui, boh, riconsegno tutto al passato. Come ho fatto in questi cinque anni.
      Grazie <3

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  5. Guarda, io sono di poche parole. Se pensi che ne valga davvero la pena (e ne vale, a quanto vedo) ricontattala. I modi ci sono. Tu appaghi questo tuo desiderio, questa tua volontà. Poi starà a lei.
    Anche io mi sono trovato in situazioni simili, e spesso il tempo raffredda ciò che prima era pericolosamente esplosivo.
    Fammi sapere.

    Moz-

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    1. Chi lo sa Moz.
      Voglio dire, forse è più la conclusione a lasciarmi l'amaro in bocca. A conti fatti, forse, non avrebbe più senso provare a ricostruire un rapporto.

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    2. Già solo che ti sei posta il dubbio, significa che ne vale la pena... dai, prova. Al limite non avrai alcun rimpianto o rimorso.

      Moz-

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  6. Certe cose appartengono al passato e forse devono rimanerci per sempre, anche se fa male, anche se avresti ancora qualcosa da dire o fare. Cresciamo e le cose e le persone cambiano. Forse è questo che ci rende più forti.

    Io mi farei solo un paio di domande, cioè: se lei leggesse queste parole, io mi sentirei meglio? E se mi rispondesse male o mi ignorasse, starei meglio lo stesso sapendo che almeno ha letto le mie motivazioni? Se la risposta è sì, io ci proverei solo per questo, per stare meglio e sentire che non c'è altro da aggiungere.

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    1. Sai che non lo so? Credo di no, credo sia stata solo una riflessione estemporanea dettata dal fatto che non amo le situazioni non concluse e i non detti.

      E sono d'accordo. (Buona parte di) quello che è nel passato deve rimanere nel passato.

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  7. magari legge.
    e sarebbe un magnifico saluto. leggere questo.

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    1. Troppi "magari", troppi condizionali!
      Però, magari!

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  8. Risposte
    1. Eh, a quanto pare. Mi sa che c'è del vero. Mi sa che, spesso, ci si sbaglia.

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  9. “Cause nothin' lasts forever
    And we both know hearts can change
    And it's hard to hold a candle
    In the cold November rain...”

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    1. (Madonna quanto era figo Axl!)
      Comunque sì, e va bene così.

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  10. Mare abbi pazienza, ma nutrirei pure io 'nattimino de risentimento... ;)

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    1. Il risentimento è umano, ci mancherebbe. Ma, infatti, il mio discorso non era relativo a quello. Non sono così cieca!

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    2. Ehi.. non volevo assolutamente darti della cieca.. anzi, in questo senso vedi ben oltre la media dell'umano reagire, dove probabilmente anch'io m'impantanerei in una sciocca ritrosia.. tenta sempre.. gli ostinati vincono (anche solo con un sorriso..)

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    3. Dici? Nel senso che forse, a volte, l'ostinazione è un po' infantile.

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  11. L'amicizia, a volte, è più affilata dell'amore.

    Comunque, come qualcuno più su, spero che legga.
    In fondo, anche lei "aveva un'amica"...

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    1. Sì, è vero. Mi è piaciuto questo ribaltamento di prospettiva. Eravamo in due ad averci.

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  12. Non dico che non fosse un'amica, magari lo è stata e poi non lo è stata più. Ma no, non sentirti piccola e non avere paura di incontrarla, nessuno dovrebbe farci sentire mai così! :) Poi alla fine di solito si scopre che è passato talmente tanto tempo e siete diventate due persone così diverse che i rancori o le divergenze non hanno proprio più nessun peso. Magari, semplicemente, non avreste più nulla da condividere comunque.

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    1. Questo è vero. Il discorso del tempo che passa e modifica, dico. E forse sì. Siamo state amiche e ora non lo siamo più.

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  13. Forse se ha deciso di andarsene per una tua scelta, non hai perso molto.
    Ad un amico basta vederti felice.
    In ogni caso, ti abbraccio forte.

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    1. A volte, forse, anche se amici si hanno visioni completamente opposte.

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  14. Io di amici ne avevo due; un maschio e una femmina.
    Età diverse, amicizie diverse...eppure entrambi son stati per me più che amici.
    Poi? A lui ho fatto il più grande regalo che potessi mai fargli e non ci parliamo più da sei anni, mentre lei...beh, lei ha scelto autonomamente di allontanarsi da me da quasi due anni.
    Forse perchè ha cambiato "pensiero", forse perchè non poteva far combaciare vita sentimentale, amici e studio....o forse solo perchè tanto amica non era.
    Ma, come si suol dire, "diamo tempo al tempo" :)

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    1. (Per dover di cronaca: con lui vantavo un'amicizia di oltre 16 anni con tanto di "telepatia" nei momenti in cui uno aveva bisogno dell'altra, mentre con lei un'amicizia di soli 10 anni, con tanto di "mia madre ormai ti vede come la sua terza figlia")

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    2. Insomma... tanta fortuna e prosperità vedo. Mi spiace molto. Quando le cose finiscono, soprattutto quando non sembrano esserci motivazioni profonde e reali, l'amaro in bocca è sempre tanto.

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  15. Avevo una suocera. Che non ha mai badato troppo ai nipoti, tanto c'erano mia madre e mio padre a farsi il culo, se non a Natale che passava con i regalini. Poi muore mio padre e quando i nipoti e il figlio han bisogno se ne va in vacanza (hai letto bene, aveva prenotato le ferie, se ne è bellamente fottuta e l'aereo l'ha preso lo stesso...tieni presente che son pensionati e può andarsene via quando cazzo le pare). Quando è tornata mai un contatto personale, passa ogni tanto per lavarsi la coscienza a trovare mia madre...All'inizio ho pensato che forse potevo perdonare ora non lo penso più..mi circondo solo di persone che meritano, che ci sono, a cui importa veramente, ho ritrovato amici che non vedevo da anni...forse non c'entra molto con quello che hai scritto ma volevo raccontartelo semplicemente per dire che se non ha capito la tua scelta forse tanto amica non era...

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    1. Qui, quasi, è peggio dell'aver avuto un'amica. Perché non ci sei di mezzo solo tu ma affetti grossi e importanti. Apparentemente non c'entra con quello che ho scritto ma, credimi, i sentimenti seppur all'apparenza opposti hanno tutti la stessa base.

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  16. avevo un'amica una volta.
    e anche un'altra.
    ah, e un'altra ancora.

    e poi più.

    tre amiche, tre momenti, tre finali diversi.
    che poi, come gli amori, cosa avevano in comune? me!

    la verità è che non avrei nulla da dire, nulla da chiarire.
    ciò che c'era da chiarire l'ho chiarito a me stessa. e una volta chiamate le cose col loro nome non resta più niente da dire.

    ma se dopo tutto resta ancora qualcosa da dire...forse vale la pena dirlo.
    anche qui, anche al vento.

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    1. Sai, forse resta da dire la convinzione di aver subito un trattemento esagerato nonostante l'errore fatto. Forse resta la mia incapacità di non essere stata perdonata come avrei, invece, fatto io.

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  17. Penso che ad ognuno di noi hai ricordato "quell'amica" a cui abbiamo voluto un bene dell'anima ma che adesso non fa più parte delle nostre vite.
    A me hai ricordato quando ho creduto di averla persa la mia migliore amica. Poi, dopo mesi di silenzio, lei è tornata. E sono contenta di essere "l'eccezione che conferma la regola".
    Tu, se vuoi, puoi essere mia amica :D
    <3

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    1. A tutti capita di essere l'eccezione ed è davvero stupendo.
      Sono contenta perché mi hai ricordato che, comunque, le storie non hanno tutte lo stesso finale.

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  18. stavo pensando bene a come risponderti. poi mi sono decisa e qui c'è il festival degli amici perduti :)
    comunque.
    io ho chiuso, nel corso della mia LUNGHISSIMA vita, due amicizie molto forti. Entrambe con un taglio netto, un muro.
    E anche se a volte quelle persone mi vengono in mente, e con una delle due ho ripreso di nuovo quel minimo di rapporti civili, e anche se a volte provo nostalgia e rimpianto e mi dico che ma forse forse ecco poteva andare diversamente, alla fine sono abbastanza contenta di averlo fatto.
    Perché, egoisticamente, sono state chiusure importanti, che mi hanno fatta crescere.

    Ti devo dire: provo molta più sofferenza adesso che sto a tutti i costi cercando di mantenere un rapporto logorante, in nome dell'amicizia. Uno di quelli che è più dipendenza che affetto.

    (scusami se sono andata leggermente fuori tema - alla fine il punto era: va bene così.)

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    1. Sì, va bene così. Come ho detto più sopra, forse, se non mi andasse bene così passerei all'azione e cercherei davvero un recupero. Solo che, per ora, vince la paura del silenzio e del rifiuto.

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  19. Sono venuto e tornato su questo post più e più volte, perché sto vivendo una situazione simile e non sapevo bene cosa dire. Credo che alla fine tutto possa finire, un'amicizia, un amore, ma che si debba poter parlare e chiarirsi e poi, in caso, mandarsi a fanculo. Se non ti ha dato la possibilità vuol dire che in fondo in fondo FORSE non ci teneva... A volte però mi rendo conto che parlarsi non ha più molto senso, che i problemi possono essersi palesati senza che effettivamente ce ne accorgessimo o che volessimo vederli.

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    1. A questo punto, credo, che vada bene così. Che il tempo per chiarirci c'è stato. E non abbiamo saputo sfruttarlo.

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  20. Io ho avuto un amico e non ho lasciato che mi spiegasse la sua scelta. Anche io ho paura di incontrarlo perchè esercita un potere su di me che desidererei non avesse. Non ho voluto che mi spiegasse perchè le sue spiegazioni non avrebbero fatto alcuna differenza, il mio dolore c'è, esiste, non ci sono scuse.

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    1. Questo lo capisco. Però non credi che forse una spiegazione avrebbe potuto dar senso al tuo dolore e circoscriverlo?

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  21. I sospesi diventano via via più pesanti col tempo. Sei riuscita a rendere molto bene il tuo dialogo interiore con loro.
    Io sarei dell'idea di essere egoisti in modo intelligente, tanto per usare le parole dello zio Osho.
    Vincere questo stallo, questo blocco nei vostri rapporti, può portare beneficio ad entrambe ma specialmente a colei che prenderà l'iniziativa.
    Sai che soddisfazione, dopo, comunque vada?

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    1. Tu dici? Voglio dire, la mia sensazione è che una risposta negativa non mi darebbe la soddisfazione del "comunque vada" ma mi farebbe sentire solo male.

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  22. 10 anni di amicizia profonda buttati nel cesso per un PENE.
    (O almeno è cosi che definisco il suo fidanzato)

    Dopo un po' di tempo metti queste persone e tutti i sentimenti negativi che ne scaturiscono in una scatolina, li poni nel cassetto e chiudi il cassetto.
    Pensi che la vita va avanti, pensi che se fosse stata davvero un'amica, una vera amica, avrebbe capito, avrebbe messo da parte il suo risentimento, la sua rabbia, il suo dolore, per capirti, per ascoltarti.
    Perchè sono convinta che è cosi che si fa con le amiche vere: si fa di tutto per non perderle.

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    1. Ci ho sempre pensato anche io. A questa cosa. Mi sono trovata dalla parte dell'amica "tradita" e ho saputo perdonare perché, appunto, ne vale la pena. Mi lascia, quindi, l'amaro in bocca che l'amicizia possa avere sfumature così diverse.

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  23. Potresti anche farle leggere questo post, non so.

    Però vorrei dire la mia. Non so cosa sia successo di preciso tra voi (forse c'entra un uomo?!) però se due amiche che si vogliono bene, o se ne volevano, arrivano ad allontanarsi definitivamente senza salvare neanche un rapporto pacifico e sereno, seppure meno costante di quello che c'era prima, allora forse non si sono volute bene sul serio. Magari mi sbaglio, ma credo che quando vuoi bene a qualcuno, puoi anche lasciarlo andare per una scelta che non condividi, ma non riesci mai a prendere le distanze sul serio...e in fondo tu, con le tue parole, l'hai dimostrato.

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    1. Ci ho pensato molto a questa cosa. Del voler bene, del tipo di sentimento che ci legava. Da parte mia posso dire di averle davvero voluto bene e di non aver, però, fatto tentativi di recupero per vigliaccheria e per paura di venir ferita.
      Non c'entrava un uomo, no.

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  24. Spesso ci ripenso, sai, a quelle amiche che ti lasciano un po' il cuore a pezzi e vorresti ancora dir loro tante di quelle cose... ma forse è meglio restare così, senza nulla da dire. Hai fatto bene però, a fare la scelta giusta per te stessa.

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    1. Ne ho perse di amiche sulla scia e onestamente non ne rimpiango una. Ci sono momenti in cui mi intenerisco e mi chiedo come le cose sarebbero andate se loro fossero durate..ma poi mi rendo conto che la vita è un'altra e..che io non avrei retto l'ipocrisia,la falsità etc..etc.. Preferisco andare avanti,cercarmi amiche con la A maiuscola e non preoccuparmi del passato.

      Bimba <3

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    2. Vedo che è comune a tutte farsi trascinare dai ricordi. Questa maledetta mania che abbiamo di soffermarci solo sulle cose belle!

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  25. Anche io avevo un'amica, una volta.
    Una di quelle amiche con cui condividi tutto, persino i vestiti che ogni tanto scambiavamo durate le serate a divertirci. Quanti ricordi, quanti sorrisi, risate, ma anche pianti insieme a lei.
    Poi il litigio, ci riavvicinammo per il semplice fatto che ogni santo giorno eravamo assieme, nella stessa stanza. Poi però tutto è finito lievemente, fino a che, mentre io ero in ospedale, lei non è mai venuta a trovarli. Rivista dopo 4 mesi.
    Una delusione, eppure avevo un'amica speciale.

    Mi hai fatto versare qualche lacrima Mareva, venire un po' di rabbia e di malinconia, ma ti ringrazio.
    Anche io come te, non ci proverei a scriverle. Non intaccherei ancora quel passato così bello, perfetto ma ormai terminato.
    Un bacione, da oggi ti seguo. (Non so' perchè non lo faccio da prima, scusami!)

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    1. Sai, a volte le malattie mettono a dura prova le amicizie. Non tutti se la sentono. Non tutti vogliono condividere qualcosa di così difficile da gestire.
      Mi spiace molto. Ti abbraccio forte.

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  26. Dalle tue parole non sembra che tu abbia mai avuto veramente intenzione di recuperare, né che sia così importante x te. Infatti dici che avevi un'amica e sai che non l'avrai più e che ti piace semplicemente ricordare di averla avuta come amica. È una dichiarazione di rinuncia. Almeno questo sembra a me.
    Quando è capitato a me, l'amica che si era dileguata ha scelto di ricontattarmi con una lettera. Un bel mezzo, poco attuale forse, ma per me affascinante e più caldo e personale di qualsiasi mail o contatto facebook. Siamo ancora amiche.

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    1. Bella la lettera. E sì, una parte di me ha rinunciato, è vero. Per paura e vigliaccheria. Ne sono consapevole. Forse non ci tengo più come un tempo, cinque anni di silenzio vogliono dire molto, e forse sì, è più il ricordo che la volontà. Non so. Devo rifletterci.

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  27. Io ne avevo due, di amiche.
    Mi mancano entrambe, per diversi motivi.
    Ci penso spesso, e a volte mi mancano talmente tanto che per una delle due avevo anche dimenticato le cose cattive che mi aveva detto (e che ho ritrovato in una mail).
    Ma poi penso che se sei pronta a tagliare un rapporto del genere per una stronzata VERA allora forse non mi volevi così bene.
    Quello che però mi chiedo sempre è se anche io manco a loro. Chissà.

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    1. Ci penso anche io sai? Chissà se le vengo in mente. Non so. Sono situazioni tanto delicate e personali che non esiste una direzione univoca da prendere.

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  28. ...non sono stata particolarmente brava con le amiche...
    ne avevo due, di quelle che sono aria, di quelle che non c'è spazio per nessuna cosa o persona all'infuori di loro...
    poi mi hanno delusa.
    tanto.
    ed io, che non sono capace a perdonare, le ho perse.
    oggi una mi si è riavvicinata, ma è ancora troppa la distanza che ci divide, troppa la paura di una parola sbagliata, troppa la misura nelle parole... e nell'amicizia, così, non può proprio essere

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    1. Alla fine penso che, comunque, certe rotture siano insanabili. Ma non per orgoglio ma semplicemente perché poi il tempo passa e si diventa diversi.

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  29. Oddio. Non sai nel leggere queste parole quanto ti capisco, sono le parole che avrei voluto saper scrivere io per la mia (ex) amica!
    Che amarezza a pensare com'è andata!!

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    1. Che amarezza pensare a tutte queste amicizie finite così, in un niente.

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  30. Credo al caso ma non nel "a caso". Voglio dire, se arrivo qui, proprio oggi, proprio ora, non è "a caso", appunto. Forse non lo è mai. Forse c'è un disegno, forse un destino, forse un perchè a tutto. Perchè le tue parole le sento cucite addosso. Perchè da troppi anni combatto con questi distacchi, queste ferite, queste delusioni... questi strappi che reputo insanabili. L'ultimo neanche 4 giorni fa.
    Il tempo passa, è vero, ma mica cancella. Non certe cose. Non certe storie. Non certi rapporti.
    Ho perso il conto delle amiche perse e andate, delle risate che diventano lacrime taglienti di ghiaccio. Ho 36 anni, mi capita ancora e... no, non ci farò mai l'abitudine. Non lo capirò mai. Non lo accetterò mai. Non reputo possibile che persone prima vicine e affini, che condividono tanto, all'improvviso diventino fantasmi, fumo, quasi visioni oniriche, al punto che ti chiedi "ma le ho conosciute davvero? E' mai esistito un noi?". Fa male, accidenti se fa male. La mia collezione di croci aumenta, ma vorrei aver finito lo spazio. Vorrei non accadesse più. Vorrei che alcune persone tornassero. Che mi dimostrassero qualcosa. Che mi dicessero qualcosa. Ma il silenzio, nella maggior parte dei casi, regna. E' sovrano. E io divento sempre più disillusa.
    Più triste.

    (non ho contato le righe... e anche se non ti conosco affatto e approdo qui per la prima volta dopo aver seguito il link da Agnese, credo/spero ti faccia piacere che non le abbia contate)

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    1. Non devi mai contarle le righe qui. Che esprimersi è bello e scrivere, a volte, aiuta a capirsi. O per lo meno a tentare di farlo. I rapporti sono difficili e spesse volte preferiamo lasciarli andare piuttosto che provare a capire chi abbiamo di fronte. Non so. Lascia grande amaro in bocca.

      Grazie per ciò che hai scritto. Davvero.

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  31. Questo post è come se lo avessi scritto io, le parole che hai usato mi ricordano proprio quello che provo per questa amica che faceva parte della mia vita, e che ora non ne fa più parte..

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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